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Il forte vecchio è in vendita

Il Forte Vecchio: Istruzioni per un perfetto decadimento (a soli 22 milioni!)

Veduta panoramica Forte Vecchio

La maestosità abbandonata del Forte Vecchio - Foto di Proprietà

C’è qualcosa di poeticamente masochista nel veder cadere a pezzi il simbolo di Punta Sabbioni. Parliamo del Forte Vecchio, una maestosa struttura in mattoni rossi che, invece di ospitare turisti e cultura, ha deciso di darsi al giardinaggio estremo: l’edera sta facendo un lavoro eccellente nel colonizzare i suoi 1500 mq, con una costanza che le varie amministrazioni comunali possono solo sognare.

Dettagli architettonici e l'avanzare della vegetazione - Foto di Proprietà

Inserito nella suggestiva "Via dei Forti", il Forte Vecchio è attualmente il pezzo forte del catalogo dell’Agenzia del Demanio. La cifra per il restauro? Una bazzecola: circa 20 milioni di euro. Il Comune di Cavallino-Treporti, giustamente, ha guardato nel portafoglio, ha trovato due gettoni e un elastico, e ha passato la mano.

"Ma i cittadini cosa vorrebbero? Un parco, eventi culturali, un museo che porti entrate e turismo di livello. Invece, tutto è bloccato dai vincoli."

È affascinante notare come i vincoli ambientali siano rigidi come il marmo quando si tratta di recuperare un gioiello storico, ma diventino improvvisamente elastici come chewing-gum per permettere la costruzione di nuove, discutibili strutture a pochi metri di distanza. Evidentemente, la strategia è chiara: meglio lasciar crollare un monumento pre-ottocentesco piuttosto che rischiare di restituirlo ai cittadini.

Quindi, se per caso avete 22 milioni di euro che vi avanzano in tasca e una passione smodata per i labirinti burocratici, fatevi avanti: il Forte è vostro! In omaggio avrete l'edera e il dubbio eterno sulla destinazione d'uso.


Disclaimer: Il presente articolo costituisce esercizio del diritto di critica e di cronaca, garantito dall’Art. 21 della Costituzione Italiana. Le informazioni riportate (stime di restauro, stato dell'immobile e piani di alienazione) sono tratte da fonti giornalistiche e istituzionali di pubblico dominio. Le opinioni espresse hanno carattere satirico e critico riguardo alla gestione del patrimonio storico e non intendono ledere l'immagine di enti o privati.

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